ExoMars Rosalind Franklin: la NASA consegna i motori di frenata, al via l’integrazione dello scudo termico

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L’ESA continua a portare avanti lo sviluppo della missione ExoMars Rosalind Franklin, il cui lancio è attualmente previsto per la fine del 2028. Negli ultimi giorni la NASA ha consegnato i motori di frenata destinati all’atterraggio su Marte, mentre lo scudo termico del modulo di ingresso è entrato nella fase di integrazione, durante la quale verrà completato il sistema di protezione necessario per resistere all’ingresso nell’atmosfera marziana.

Si tratta di due componenti fondamentali della missione, che negli ultimi anni è stata profondamente riprogettata dopo l’interruzione della collaborazione tra ESA e Roscosmos in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Oltre a sostituire il lanciatore e la piattaforma di atterraggio, originariamente forniti dalla Russia, è stato necessario sviluppare o riprogettare diversi sottosistemi, coinvolgendo nuove aziende europee e rafforzando la collaborazione con la NASA, collaborazione che negli ultimi due anni è stata resa messa alla prova dalle incertezze del budget americano.

Il rover Rosalind Franklin avrà il compito di cercare possibili tracce di vita passata nel sottosuolo marziano grazie a un trapano in grado di prelevare campioni fino a 2 metri di profondità.

Arrivati i motori NASA per l’atterraggio

I contributi della NASA alla missione sono il lancio con un razzo Falcon Heavy, le Radioisotope Heater Units (RHU), necessarie a mantenere il rover operativo durante le fredde notti marziane, e i motori di frenata, destinati alla fase finale dell’atterraggio. Proprio questi ultimi sono stati consegnati all’ESA nei giorni scorsi, come confermato dal direttore dell’esplorazione umana e robotica dell’Agenzia europea, Daniel Neuenschwander.

I motori entreranno in funzione durante gli ultimi istanti della discesa verso la superficie di Marte, rallentando la piattaforma di atterraggio poco prima del contatto con il suolo. Si tratta di uno degli elementi che l’ESA ha dovuto sostituire dopo la fine della collaborazione con la Russia, insieme al sistema di atterraggio e al lanciatore Proton originariamente previsti per la missione.

Resta invece ancora da completare la fornitura delle RHU, piccoli generatori di calore radioisotopici che permetteranno agli strumenti del rover di resistere alle rigide temperature notturne marziane. Pur essendo in fase di sviluppo anche una soluzione europea attraverso il programma ENDURE, le unità fornite dalla NASA rimangono fondamentali per la missione, anche se il loro futuro era stato messo in dubbio dalle recenti proposte di bilancio dell’Agenzia statunitense.

Lo scudo termico entra nella fase di integrazione

Un altro importante componente della missione è lo scudo termico della capsula di ingresso atmosferico. Dopo aver completato con successo la campagna di test vibrazionali, necessaria per verificare la resistenza alle sollecitazioni del lancio e del viaggio verso Marte, la struttura dello scudo è arrivata negli stabilimenti di ArianeGroup, dove è iniziata la fase di integrazione.

Lo scudo termico del modulo d'ingresso di ExoMars Rosalind Franklin presso gli stabilimenti di ArianeGroup a giugno 2026. Credits: ArianeGroup
Lo scudo termico del modulo d’ingresso di ExoMars Rosalind Franklin presso gli stabilimenti di ArianeGroup a giugno 2026. Credits: ArianeGroup

In questa fase i tecnici stanno installando il sistema di protezione termica realizzato in Norcoat Liège HPK, un materiale a base di sughero sviluppato per resistere alle condizioni estreme dell’ingresso nell’atmosfera marziana. Durante questa fase della missione la capsula raggiungerà infatti una velocità di circa 21 000 km/h, mentre la superficie dello scudo termico sarà esposta a temperature fino a 1800 °C.

Lo scudo proteggerà il rover Rosalind Franklin durante tutta la fase di ingresso atmosferico, permettendogli di raggiungere in sicurezza la superficie del pianeta. L’intero programma ExoMars è guidato da Thales Alenia Space Italia per conto dell’ESA, mentre il rover è sviluppato dalla stessa azienda italiana insieme ad Airbus Defence and Space UK.

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